QUI TROVI LE RISPOSTE ALLE PIÙ FREQUENTI DOMANDE SUL MIELE, SULLE API E SULL’ APICOLTURA.
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  1. Da cosa deriva il miele?

Il miele è il frutto di un minuzioso processo trasformativo attuato dalle api le quali raccolgono da fiori o piante il nettare o la melata che servono loro da nutrimento. Il nettare viene portato nell’alveare e trasferito da ape operaia ad ape operaia che lo addiziona di enzimi, proteine e acidi rendendolo molto denso. Successivamente viene immagazzinato nelle celle dei favi e qui con un processo di evaporazione attuato dal movimento delle ali delle api e dal calore dell’alveare, diventa sempre più concentrato. Le api sigillano le celle (opercolatura) e conservano il miele. Solo quando la quantità di acqua risulta inferiore al 18%, il miele è maturo e l’apicoltore può raccoglierlo.

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2. Il miele è un alimento sano?

Essendo prodotto dalle api, il miele è considerato sano per natura. È opportuno dire che il miele è costituito principalmente da fruttosio e glucosio, ovvero zuccheri. Un consumo eccessivo di zuccheri non è mai salutare per l’uomo in quanto si può andare incontro a diverse patologie. Tuttavia per la sua composizione che vede anche la presenza di enzimi, amminoacidi, minerali e qualche traccia di vitamine, il miele mostra dei potenziali benefici per la salute e che lo distinguono e rendono preferibile ad altri dolcificanti.

3. Perché il miele cristallizza?

La cristallizzazione del miele non è un difetto ma una naturale evoluzione del prodotto dopo l’estrazione dai favi. Essa è legata alla presenza variabile del fruttosio, del glucosio e dell’acqua. I mieli che hanno un’elevata quantità di glucosio tenderanno a cristallizzare prima e più velocemente di quelli composti principalmente da fruttosio. Il miele di Acacia, Melata e Castagno sono quelli che presentano le più alte concentrazioni di fruttosio e proprio per questo fanno eccezione e non cristallizzano; mantengono una fluidità del prodotto anche dopo molti anni.

4. Ho acquistato per due volte lo stesso miele, perché non ha lo stesso sapore?

Il miele è un prodotto raccolto annualmente e le caratteristiche di colore, sapore, profumo, possono variare di anno in anno sotto l’influenza delle condizioni climatiche, quindi del ciclo naturale delle fioriture, e dalla raccolta del nettare da parte delle api.
Il sapore infatti è direttamente collegato alla prevalenza floreale: le api sono libere di volare di fiore in fiore e nell’area in cui sono collocate le arnie oltre alla specie vegetale prevalente possono esserci differenti specie floreali da cui le api traggono il nutrimento.

5. Il miele si può utilizzare al posto dello zucchero?

Assolutamente si. Il miele a differenza dello zucchero bianco è composto da fruttosio e glucosio (zuccheri semplici). È meno calorico e inoltre ha un potere dolcificante maggiore: ciò significa che occorre una piccola quantità per dolcificare bevande e alimenti.

6. Quante varietà di miele esistono?

É bene per prima cosa sapere che il miele si differenzia generalmente in miele di nettare (di fiore) e miele di melata (una secrezione zuccherina di insetti che vivono su alcune specie di piante). La varietà di mieli presenti in commercio dipendono direttamente dal nettare, quindi dal fiore e dalle infiorescenze. In Italia è possibile produrre una grande varietà di mieli uniflorali (derivanti per lo più da un’unica origine botanica) adottando però alcuni accorgimenti (come il praticare un’apicoltura nomade e scegliere con attenzione l’area in cui collocare gli alveari). Il miele invece derivante da più specie botaniche è conosciuto come miele di millefiori.

Tra i mieli uniflorali troviamo il miele di acacia, di agrumi, di castagno, di eucalipto, di girasole, di sulla, insieme ai più rari ed insoliti miele di stachys, di coriandolo, di lavanda, di timo, di rododendro e di marruca.

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7. Il miele ha scadenza?

Per il suo ridotto contenuto di acqua e la quasi totalità di zucchero nella sua composizione, il miele è un alimento a lunghissima conservazione. Tuttavia va incontro ad invecchiamento e ad accelerarlo sono le temperature e la luce diretta. È bene quindi conservarlo in un luogo fresco e asciutto e lontano da fonti di luce e calore. Con il tempo gli zuccheri tenderanno a degradarsi, di conseguenza il miele cambierà colore e perderà sapore. Ma non sarà mai nocivo per la salute. La legge obbliga comunque a riportare in etichetta la data di scadenza. È consigliabile consumare il prodotto entro i due anni dall’invasettamento per poterlo gustare nel massimo della sua freschezza e qualità.

8. È vero che il miele può avere proprietà farmacologiche?

Non esiste nessuna prova scientifica che il miele sia un rimedio farmacologico. Tuttavia risulta essere un ottimo alimento con effetti benefici per l’uomo, ma non una medicina. Si porti un esempio: se l’eucalipto, i suoi olii essenziali o le sue radici hanno proprietà balsamiche e antinfiammatorie, anche il nettare dei loro fiori potrebbe manifestare le stesse proprietà. Di conseguenza aggiungere un cucchiaio di miele di eucalipto alla tisana calda per alleviare un mal di gola non è una soluzione del tutto errata.

9. Che cos’è l’apicoltura?

L’api-coltura è l’allevamento delle api domestiche svolta dall’apicoltore che ha come fine quello di produrre il miele e gli altri prodotti dell’alveare. Ma allo stesso tempo l’api-cultura, una pratica antichissima già presente al tempo dei faraoni egizi, è un’attività che mira a mantenere viva e inalterata la vita delle api e a favorire la produzione delle colture agricole grazie al ruolo di “impollinatori” svolto dalle api stesse. L’apicoltura è una delle attività a minor impatto negativo sull’ambiente in quanto il suo esercizio ha pochissime ripercussioni sul territorio e sulle api stesse, che invece favoriscono l’impollinazione e il mantenimento della biodiversità.

10. Perché le api sono importanti?

Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale per l’ambiente. È grazie a loro che molte delle piante con fiori possono riprodursi sfruttando il loro corpo per inviare il polline da un individuo all’altro. In alcune aree del mondo la presenza di impollinatori selvatici si è molto ridotta e di conseguenza è diminuita anche la portata produttiva delle piante da frutto dalle quali anche l’uomo trae nutrimento. Da ciò si deduce che le api e l’attività ad esse legata diventano indispensabili per la sopravvivenza del Pianeta e dell’uomo stesso.

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